Dicono di noi

 

CITTADELLA EDITRICE – ASSISI - PSICOGUIDE

ALFABETI PER LE EMOZIONI

a cura di Rosella De Leonibus

 

Le emozioni sono una tra le più potenti espressioni della nostra umanità: questa collana si propone di accompagnare i lettori ad una prima alfabetizzazione sull'esperienza emozionale. Nei contesti educativi e di cura, nella relazione di coppia e nelle famiglie, così come negli ambienti di lavoro, emerge via via più definito il bisogno di affinare la conoscenza del mondo delle emozioni, si fa manifesta la necessità di imparare - e insegnare - a riconoscerle e a gestirle. Il presupposto è che ogni esperienza emozionale umana merita attenzione e rispetto, e solo in quanto riconosciuta ed accolta potrà essere poi espressa in modi appropriati, rispettosi dell'ambiente e dell'integrità del proprio sé. Abbiamo scelto un linguaggio colloquiale ed un formato snello, libri leggeri da tenere in mano, abbastanza sottili da tenere in tasca, libri da sfogliare con agio e curiosità.

 

  
p come paura
 
Tutti conosciamo la paura, sappiamo bene come può invadere i pensieri, bloccare il corpo e l’azione. Entra di sorpresa nella nostra vita, oppure ci accompagna come un’ombra che oscura gli spazi quotidiani.
Eppure, come tutte le emozioni, la paura ha qualcosa di importante da raccontare. Ci ricorda la nostra natura di creature vulnerabili, il bisogno che tutti abbiamo di essere amati e protetti. Anche l’ansia, l’angoscia, il panico, e le tante paure post-moderne, nuove e antiche, ci ricordano che il lungo lavoro di costruzione del proprio sé inizia dai legami, e da lì si apre all’avventura di vivere.
Rosella De Leonibus
 
vive a Perugia. Lavora come psicoterapeuta con adulti, adolescenti, coppie, gruppi. Si occupa anche di formazione e di supervisione di équipes. Collabora con Istituzioni pubbliche e private per progetti di prevenzione e di educazione sociale. Ha pubblicato numerosi articoli di psicologia applicata e due libri:Psicologia del quotidiano (2005) e Cose da grandi: Nodi e snodi dall’adolescenza all’età adulta (2006) entrambi editi da Roccalibri, Cittadella Editrice, Assisi.
r come rabbia
 
Emozione scomoda è la rabbia: spesso vorremmo evitare di incontrarla dentro e fuori di noi. Emozione vitale è la rabbia. Al suo apparire, specialmente in alcune fasi della nostra vita, ci indica qualcosa, magari che un confine – psichico o relazionale – è stato attraversato senza permesso, oppure è giunto il momento per un cambiamento.
Temibile impeto distruttore, ma anche preziosa compagna di viaggio capace di sostenere le nostre scelte, è la rabbia.
 
 Andrea Bramucci
 
vive e lavora nelle Marche. Psicoterapeuta in Gestalt-Therapy, opera in ambito clinico per adulti e adolescenti e in contesti di supervisione e di formazione per enti pubblici e privati. Insieme ad altri colleghi ha fondato il Centro di Formazione psicologia-ecologia-relazione con la formulazione del metodo della Gestalt-Ecology e dei Campi del sé. Ha pubblicato articoli e contributi scientifici su riviste specializzate tra cui «Studi urbinati» e «Psicologia europea».
d come dolore
 
Forse, tra tutte le emozioni, quella che più vorremmo evitare è proprio il dolore. Eppure questa attivazione dell’animo ci accompagna in varie forme lungo tutto l’arco dell’esistenza.
Ogni esperienza di dolore contiene un potente messaggio, un invito a riflettere, a produrre cambiamento. Crescere, separarsi, accettare la perdita, costruire una identità consapevole del limite: gli insegnamenti del dolore danno impulso alle trasformazioni della nostra vita.
Tensione verso la metamorfosi e seme di una possibile rinascita, la zona oscura del percorso apre nuovi scenari di vita, se solo ci rendiamo disponibili ad attraversarla.
Barbara Montanini
 
è psicologa specializzata in Psicoterapia della Gestalt, Psicodiagnostica, Psicologia giuridica, Psicologia del lavoro e delle organizzazioni. In campo clinico lavora con adulti e adolescenti, in ambito giuridico lavora come consulente tecnico d’ufficio e di parte. Si interessa di gestione delle risorse umane, con attività di selezione, valutazione e coaching. Collabora con istituzioni pubbliche in progetti di integrazione sociale per le persone con disagio psichico.
p come piacere
 
Spesso si tende ad associare il piacere al potere o al possesso di qualcosa, quindi privilegio per pochi, da rincorrere e conquistare. Ma il piacere sa guardare alla profondità della vita e coglierne l'essenza. Nasce dalla possibilità di amare oltre se stessi, ma anche dal contatto con l'eros, con l'istinto e con la nostra natura sensoriale. E' l'emozione della cura, dell'amore, della pietà, del desiderio e della voglia di vivere; allora vale la pena provare a scoprire che viverlo è possibile, più di quanto a volte crediamo.
Deborah Tamanti
 
vive e lavora nella Marche. Psicologa, Psicoterapeuta in Gestalt-Therapy. Lavora come psicoterapeuta con adulti, coppie e gruppi. Si occupa inoltre di formazione e supervisione di équipes professionali. Collabora con diversi enti pubblici nella progettazione ed attuazione di interventi volti a promuovere il benessere in contesto scolastico e la qualità delle relazioni sociali. Insieme ad altri colleghi ha fondato il Centro di Formazione psicologia-ecologia- relazione e contribuito a definire il metodo della Gestalt-Ecology e dei Campi del Sé.
m come meraviglia
 
In Occidente, la luce della meraviglia si è affievolita con “l'epoca dei lumi” e con il bisogno di controllare la paura del nuovo, categorizzando i dati percettivi, chiudendo le "forme" (gestalten) percepite, fino a congelare le emozioni o a lasciarle esplodere. La meraviglia è un ponte sospeso tra due sponde è la pausa tra due respiri. Attraverso nuove strade, unisce il corpo, la mente e il cuore. Cominceremo con il meravigliarci, varcando la soglia di tradizioni mitologiche, filosofiche e psicologiche dalle origini antichissime e quasi sconosciute in occidente. Ogni capitolo comprende un racconto, una parte teorica e un’attività esperienziale per re-imparare a meravigliarsi.
 
Meskalila Nunzia Coppola
 
vive a Perugia. Lavora come insegnante, è Gestalt counsellor e maestra di meditazione. Esperta in culture, miti e discipline orientali, ha tenuto lezioni per il Dipartimento di ricerca sociale presso l’Università “La Sapienza”, Roma. Collabora con Ciformaper e il Comune di Castelritaldi per i laboratori sul mito. Ha tradotto dal bengalese alcuni inni per "Il femminile di Dio", Sebastiana Papa, Fahrenheit, 1995. Ha tradotto dall’inglese “Le Case, templi del cielo”, di Deborah Houlding, Capone, 2010. Ha scritto con vari autori. "Maestri, leadership spirituali: vie, modelli, metodi", a cura di Michele Colafato, Franco Angeli, 2006. Nel 2008 ha scritto con le colleghe del progetto omonimo “Un laboratorio da fiaba”. È presidente dell'Associazione culturale Jayavidya.
f come felicità 
 
Felicità è un argomento difficile da trattare, e non perché manchino voci più che autorevoli che ne abbiano discusso e argomentato, a cui chiedere lumi e ispirazione – tutta la filosofia si può dire è una lunga dissertazione sulle ragioni e le possibilità di raggiungere la felicità – ma proprio per questo. Già ricercare una definizione da cui partire mette di fronte alle miriadi di sentieri in cui si disperde subito il ragionamento e ognuno porta a una conclusione accettabile, sperimentata,ma tutti lasciano la sensazione che il percorso non è concluso, che c’è dell’altro da indagare e scoprire...
 
 Silvana Sonno
 
vive a Perugia. E' gestalt counsellor e si occupa di formazione e counselling per l'associazione onlus “Rete delle donne AntiViolenza”,di cui è socia fondatrice.
Ha pubblicato due romanzi (Colpo di stecca,Nuove Scritture,Milano 2004;Il gioco delle nuvole, Graphe.it, Perugia 2007),una raccolta di storie di donne (Femminile e singolare,Il Filo,Roma 2007). Nel 2009 sono usciti Andar per fiabe e L'in/differenza del potere. Ragionamenti d’altro genere,per le edizioni Graphe.it
 
v come vergogna 
 
Radicata nell’esperienza di ognuno, emozione dai tanti volti e significati, la vergogna traspare nelle parole non-dette, nelle intenzioni non espresse, nei corpi privati di spontaneità. La vergogna però non produce in noi solo effetti nocivi, racchiude in sé prospettive e potenzialità di cambiamento, ci rivela il nostro rapporto con il limite, con l’intimità, ci aiuta a ricostruire la storia che ognuno compie dalla paura e dallo smarrimento di essere nudo di fronte al mondo sino alla possibilità di venire allo scoperto e di superare il timore di essere unico.
 
Daniele Marini
 
vive a Pesaro. Psicologo clinico, formato in Psicoterapia della Gestalt presso l’Istituto di Gestalt H.C.C. Kairòs, lavora con adolescenti, adulti e coppie. Si occupa di formazione alla genitorialità e collabora con diversi istituti scolastici delle Marche con progetti di alfabetizzazione emotiva per adolescenti e corsi di formazione per insegnanti.
c come coraggio 
 
Quale coraggio conosciamo?
Quello dell’eroe che sconfigge il nemico o quello che si apre all’imprevisto e fa spazio al cambiamento? È fatto di slancio, di cuore e muscoli, oppure è forza interiore che sostiene il cammino della vita?
Ogni forma di questa disposizione dell’animo vive nell’equilibrio dinamico tra vita e morte, azione e passione, esplorazione e sicurezza.
Forza dell’istante e sviluppo di solide basi, si impara nel contatto vivo col mondo e si affina nell’assumere la responsabilità di se stessi davanti a ciò che vogliamo trasformare.
 
Rosella De Leonibus
 
vive a Perugia. È psicoterapeuta della Gestalt e formata nell'applicazione dell'EMDR. Associata S.I.P.G. - Soc. Ital. Psicoterapia della Gestalt, EMDR Italia e S.I.S.S.T. - Soc. Ital. per lo Studio dello Stress Traumatico. Lavora con adulti, adolescenti, coppie e gruppi. Si occupa anche di formazione e supervisione di équipes, e collabora con istituzioni pubbliche e private per progetti di prevenzione, di sensibilizzazione ed educazione sociale. Insieme ad altri colleghi ha fondato l’Ass.ne CIFORMAPER, Centro Italiano di Formazione in Psicologia-Ecologia-Relazione - Gestalt Ecology®, di cui è responsabile per la sede umbra. Oltre a numerosi articoli di psicologia applicata, editi in riviste di settore e in altri periodici, ha pubblicato Psicologia del quotidiano (2005) e Cose da grandi: nodi e snodi dall'adolescenza all'età adulta (2006), entrambi per Roccalibri, Cittadella Editrice. Suoi contributi sono stati pubblicati in altri volumi di tematiche psicologiche e di formazione permanente. È responsabile della collana “Alfabeti per le emozioni” nell'ambito delle Psicoguide di Cittadella Editrice, per cui ha pubblicato P come paura (2009).
c come colpa 
 
Parlare di colpa non è né facile, né allettante. Per chi non ci crede, i sentimenti di colpa sono la risultante negativa di una nevrosi ingiustificata. Per chi se li sente addosso e, spesso, non sa bene dove e come vivano in lui, il parlarne crea soltanto fastidio. Eppure tutti siamo dentro alla colpa. Le riflessioni qui proposte seguono gli avanzamenti realizzati da Luis Chiozza, illustre psicoanalista argentino, che ha lungamente indagato sui macro-affetti che, come la colpa, la rivalità, la gelosia e l'invidia, scuotono e segnano il procedere dell'esistenza umana. La colpa è qui misurata nel confronto con la responsabilità adulta, cioè con quella forma di responsabilità che si fa carico, sempre e comunque, della riparazione per il danno arrecato; la colpa invece non va oltre al meschino autorimprovero che si affida alla ricerca del castigo come riparazione illusoria.
Luigi Bovo
 
psicoterapeuta, operatore psichiatrico nel Centro di Igiene Mentale di Foligno (Sezione minori psicotici), giornalista pubblicista, esercita l'attività clinica come psicoanalista. Membro dell'Istituto di Ricerca Clinica in Psicosomatica-Psicoanalitica "A. Aberastury" di Perugia, secondo l'indirizzo di Luis Chiozza, è docente alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica dello stesso Istituto. Ha scritto saggi di psicoterapia infantile e di gruppo e ha curato Mai stata ferma, raccolta di scritti di Pia Bruzzichelli (Edizioni Corsare, 2005).
g come gelosia 
 
La gelosia è il sentimento del legame affettivo. Nasce dentro la relazione, sigla le appartenenze, difende il territorio dell’amore. Fin dai primi mesi di vita ci mette in guardia dalle insidie che provengono dall’esterno e che potrebbero privarci di ciò che ci rende unici agli occhi dell’altro. è il sentimento del possesso e dell’esclusività, della conferma di essere amati. La gelosia ci riguarda, ci interroga, anche se a volte vorremmo nasconderla, dissimularla, banalizzarla. Diventare consapevoli della nostra gelosia significa riappropriarci di una parte difficile e forse sconosciuta di noi stessi.
 
Andrea Bramucci
 
vive e lavora a Pesaro. Psicologo-psicoterapeuta, opera in ambito clinico per adulti, adolescenti, coppie e gruppi integrando l’approccio della Gestalt-Therapy con l’ipnosi ericksoniana. È specializzato anche in Psicodiagnostica e Psicologia forense. Da anni si occupa di supervisione e formazione per équipes terapeutiche o socioeducative per enti pubblici e privati. È socio fondatore del Centro di Formazione Psicologia-ecologia-relazione di Urbino. Nella collana Alfabeti per le emozioni ha pubblicato nel 2009 r come rabbia.
u come umiltà 
 
In un’epoca che sembra avere smarrito il senso dell’orientamento e il significato della vita stessa, occorre riscoprire l’umiltà come atteggiamento improntato alla consapevolezza dei propri limiti e come sentimento fondamentale per la conoscenza di sé. Connotata negativamente come sinonimo di disprezzo e autosvalutazione, l’umiltà è invece una vera e propria qualità dell’essere, una risorsa di salute mentale, capace di rilanciare le potenzialità dell’esistenza umana e bilanciare le derive narcisistiche a livello individuale e sociale.
 
Francesco Delicati
 
musicoterapeuta diplomato al Corso quadriennale di Assisi e Professional Counselor, è tra i pionieri della musicoterapia con anziani e malati di demenza in Italia. Conduce gruppi di counseling artistico per familiari di malati di Alzheimer e per persone colpite da tumore e si occupa di formazione e supervisione di operatori geriatrici e musicoterapisti. Per Cittadella editrice ha pubblicato E venne il cancro (2007) e Il cuore non dimentica. Musicoterapia e ricordi nei malati Alzheimer (2010).
 
n come nostalgia 
 
Nostalgia: uno stato d'animo e un'esperienza che tutte/i incontriamo nella nostra vicenda esistenziale, sia che riguardi il rimpianto per uno spazio lontano, sia che rievochi un tempo trascorso. Per trovare nella nostalgia uno strumento utile alla conoscenza di sé occorre però evitare il rischio di una narrazione univoca, incapace di dar conto della configurazione di quell'arcipelago di emozioni dentro cui si presenta l'emozione nostalgica, mettendo in figura la "compagna di viaggio" che meglio la caratterizza di volta in volta, sia essa la sofferenza o la speranza, la malinconia o la dolcezza, la consolazione o la paura... Nell'epoca in cui il mondo appare a disposizione di ogni viaggio e il ritorno nient'altro che un proseguimento di questo, la nostalgia si colora delle tinte del bisogno esistenziale verso un altrove indefinito, che spesso torna a coincidere col proprio centro svincolato da situazioni e relazioni che sentiamo insufficienti e, a volte, soffocanti. E in questo senso tanto più vere risuonano le parole di Borges: «Chi lascia la casa ha già fatto ritorno», in cui possiamo sentire quanto la nostalgia si configuri come un'emozione aperta, che affianca e stimola il viaggio di sola andata dell'esistere.
Silvana Sonno
 
vive a Perugia. È Gestalt counsellor e si occupa di formazione e counselling. Ha pubblicato due romanzi (Colpo di stecca, Milano 2004; II gioco delle nuvole, Perugia 2007) e una raccolta di storie di donne (Femminile e singolare, Roma 2007). Nel 2009 sono usciti Andar per fiabe e L'in/ differenza del potere. Ragionamenti d'altro genere (Perugia). Con Cittadella ha pubblicato nel 2010 F come felicità.
 
p come perdono
 
La nostra società sovrabbonda di discussioni e dibattiti sul tema del perdono. Ma cosa significa veramente perdonare? Perché accordare questo gesto? Non è una forma di debolezza o una maniera di giustificare il male? E soprattutto: col perdono cambia davvero qualcosa? Sono queste le domande a cui il libro cerca di rispondere da un punto di vista psicologico. La tesi di fondo è che il perdono, se inteso correttamente, è una delle protezioni più potenti per fronteggiare il male e le sue conseguenze, come raccontano le vicende di chi, sorprendendo anzitutto se stesso, è riuscito a compiere questo difficile passo.
 
Giovanni Cucci
 
gesuita, insegna Filosofia e Psicologia all’Università Gregoriana di Roma e allo Studentato Europeo della Compagnia di Gesù di Padova. Scrive per la rivista «La Civiltà Cattolica». Per Cittadella Editrice ha pubblicato Ricoeur oltre Freud (2007), Il sapore della vita (2009) e, con A. Monda, L’arazzo rovesciato (2010).
 
 
d come desiderio
 
Il desiderio aleggia tra le immagini dei media, spinge a cercare fuori qualcosa che pulsa da dentro, illuminando il cielo e la terra con la sua forza prorompente. Questo libro propone un viaggio in cui antichi miti orientali s’intrecciano con le tipiche storie del mondo occidentale. Come in un gioco, attraverso riflessioni, forme ed emozioni, invita a decifrare i segni depositati sulla sabbia sottile della memoria, nello spazio dove abitano i sogni. Lo stesso desiderare è un atto sacro, fonte di salute e di benessere. Come percorso che onora i segni del tempo, il desiderio valorizza l’emozione dell’attesa, riconosce il limite e ravviva l’energia necessaria alla realizzazione del progetto futuro.
Meskalila Nunzia Coppola
 
vive a Perugia. Lavora come insegnante, è Gestalt counsellor e maestra di meditazione. Esperta in culture, miti e discipline orientali, ha tenuto lezioni per il Dipartimento di ricerca sociale presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Ha scritto con vari autori Maestri, leadership spirituali: vie, modelli, metodi (2006) e per Cittadella Editrice, nella collana «Alfabeti per le emozioni», m come meraviglia (2010).
 
r come responsabilità
 
La voce della coscienza, ma anche la voce del corpo. L’incarnazione della cura per l’altro, ma anche della cura per quella identità cangiante che siamo. La responsabilità rappresenta il tu con cui dialoghiamo, senza mai dimenticare le emozioni e alternando volentieri registri espressivi, toni, accenti… Ma responsabilità è anche fare i conti con l’alterità, imparare a costruirla senza imposizioni, percepirla a partire dalla sua autonomia (che poi è anche la nostra) e in virtù di una libertà che è condivisione. Anzi, la responsabilità nasce proprio come “libertà per” e, lungi dal ridursi a recinto del solo vissuto personale, si sviluppa ed evolve come progetto comune per farsi storia del noi.
Giuseppe Moscati
 
è dottore di ricerca in Filosofia e Scienze umane e collaboratore del Dipartimento di Scienze filosofiche dell’Università degli Studi di Perugia. Giornalista pubblicista, è redattore e autore del quindicinale “Rocca”, scrive per la terza pagina di varie testate, tra le quali alcune nazionali, per riviste di filosofia e di critica letteraria. Autore di volumi dedicati a questioni di etica, educazione, nonviolenza e pacifismo, è presidente dell’Associazione Nazionale Amici di Aldo Capitini.
 
f come fiducia
 
Il fluire dell’esistere ci espone sia alla diffidenza sia alla fiducia. La diffidenza previene la potenziale pericolosità degli altri, costruisce la possibilità di fare affidamento su di sé ed è funzionale alla vita; la fiducia supera la reale inadeguatezza di sé, è fondamento del fare ricorso alle risorse di altri ed è essenziale alla qualità della vita. La diffidenza elude l’incertezza con il sospetto e la distanza; la fiducia persegue la sicurezza attraverso la coesione e la vicinanza.
L’individuo maturo combina entrambi questi atteggiamenti: non si ritira nell’isolamento come risposta al non poter contare sugli altri, ma si espone alla relazione con gli altri perché sa di poter contare su di sé.
Claudio Widmann
 
psicologo-psicoterapeuta e analista junghiano, vive e lavora a Ravenna. È docente presso varie Scuole di Specializzazione in psicoterapia ed è autore di saggi che rileggono aspetti ordinari e straordinari della realtà alla luce della psicologia junghiana. Tra questi, Il simbolismo dei colori, Sul destino, Il mito del denaro, Gli arcani della vita (MaGi Edizioni) e Manuale di training autogeno (Edizioni del Girasole).
  n come noia

Strano destino quello della noia: che ci sia, nessuno lo mette in dubbio, che valga la pena di rifletterci, molti dubitano. Eppure, sulla noia si sono espressi letterati e filosofi, pittori e musicisti, con esiti notevoli. Questa pubblicazione esamina la noia dal punto di vista dell’innovativa psicoanalisi di Luis Chiozza, che interpreta le espressioni dell’organismo umano nella struttura somatica e nel significato psichico. Il lettore è condotto a mettere in relazione le oscillazioni del processo digestivo con l’altalenarsi dei disturbi connessi ai desideri di assimilazione e agli impulsi di rifiuto, disturbi che nel linguaggio della vita chiamiamo invidia e gelosia. E mentre nell’interiorità epatica si confrontano gli slanci evolutivi dell’Io con le difese di tipo letargico o, peggio, con gli stati dissociati di personalità, la noia, sentimento frainteso e sottovalutato, evita il compromesso che esige il rischio della responsabilità.
Luigi Bovo

Psicoterapeuta, operatore psichiatrico nel Centro di Igiene Mentale di Foligno (Sezione minori psicotici), giornalista pubblicista, esercita l’attività clinica come psicoanalista. Membro dell’Istituto di Ricerca Clinica in Psicosomatica-Psicoanalitica “A. Aberastury” di Perugia, secondo l’indirizzo di Luis Chiozza, è docente alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica dello stesso Istituto. Ha scritto saggi di psicoterapia infantile e di gruppo e ha curato Mai stata ferma, raccolta di scritti di Pia Bruzzichelli (Edizioni Corsare, 2005). Per la collana Alfabeti per le emozioni ha pubblicato, nel 2010, C come colpa.
  s come solidarietà

L’autore esplora le dinamiche emotive e affettive che permettono di maturare uno stile solidale di esistenza anzitutto per evidenziare che esso può giungere ad essere non l’effetto di autoimposizioni, sforzi morali e sacrifici, ma la più luminosa e gioiosa espressione della nostra libertà. Il primo intento è di invitare a cogliere il piacere della solidarietà; un intento ulteriore è di offrire qualche elemento per la cura di sé e della propria vita interiore; ma l’intento principale è favorire la scelta di uscire dal contagio della depressione ideologica e del senso di impotenza per cui molti credono di non poter fare niente per cambiare una società inadeguata e distorta.
Roberto Mancini

E' professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università di Macerata. Tra i suoi libri più recenti figurano Le logiche del male. Teoria criticae rinascita della società (Rosenberg & Sellier, 2012), Dal capitalismo alla giustizia (Edizioni Altreconomia, 2012) e, con Cittadella Editrice, Esistere nascendo. La filosofia maieutica di María Zambrano (2012) e Per un cristianesimo fedele. La gestazione del mondo nuovo (2011).
  r come rivalità

La rivalità è un sentimento che impregna le relazioni quotidiane avvelenandole e trasforma la vita in una gara continua per la ricerca del protagonismo. Ma da dove origina la rivalità? è possibile la vita senza competizione? Facendo riferimento alle teorie psicoanalitiche, biologiche e filosofiche più avanzate, con un linguaggio chiaro e non specialistico, si tenta di rinvenire le radici inconsce del sentimento di rivalità e i malintesi che lo alimentano. Si scoprirà così un nuovo orizzonte che permetterà di vivere la vita in armonia con se stessi e con gli altri.
Mauro Benedetti

psicologo psicoterapeuta di formazione psicoanalitica. Ha svolto attività di docenza alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’'Istituto per la Ricerca Clinica in Psicosomatica-Psicoanalitica “A. Aberastury” di Perugia, secondo il pensiero di Luis Chiozza. Ha insegnato anche in vari corsi dell’'Università degli Studi di Perugia e della Regione Umbria. Svolge attività di Dirigente Sanitario Psicologo nella Asl di Perugia. Ha pubblicato articoli e saggi in riviste scientifiche.
 
h come humour

Sembra così naturale ridere e mi domando perché non lo si faccia più spesso. I bambini ridono e gli adulti sono seri. Il senso dell’humour aiuta a uscire da una esistenza intrisa di paure e sofferenze psichiche. Il riso è libertà, e la libertà produce riso. Il riso è uno sfogo che ci rende più comprensivi verso gli altri, verso noi stessi, verso la vita. Il riso genera benevolenza, creando una atmosfera di intimità e vicinanza. Il riso, come il sorriso, ci permette di star vicino a lei/lui, a ragionar d’amore.
Giuseppe Sivelli

psicologo-psicoterapeuta, ha insegnato Psicologia clinica per alcuni decenni all’Università di Parma nella Facoltà di Medicina e Chirurgia. Ha diretto il servizio di psicodiagnosi e psicoterapia in una clinica di malattie nervose. È stato presidente nazionale dell’UCIPEM dal 2003 al 2011. Attualmente divide il suo tempo fra l’attività professionale di psicoterapeuta e gli impegni accademici. Come visiting professor ha tenuto e tiene corsi e seminari in varie università italiane ed estere. È autore di una cinquantina di pubblicazioni.
  i come invidia

L’invidia è la più triste e universale delle passioni: un tarlo che ci insidia e ci costringe a guardare di sbieco (in-videre) fuori di noi, un desiderio persistente di ciò che non abbiamo avuto o di cui la vita, crediamo, ci abbia privato. Perché non ho, ovvero non sono, come lui, come lei, come te? Perché tanti di quelli che conosco sono stati più fortunati di me? I come invidia prende avvio dalle interpretazioni fondamentali della passione triste e con gli strumenti della Gestalt Therapy offre una prospettiva nuova al desiderio di unicità e di contatto che ci abita sin da bambini. E da cui tutto comincia.
Giovanni Salonia

psicologo, psicoterapeuta, insegna presso l’Università Pontificia Antonianum di Roma. Direttore Scientifico della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt dell’Istituto di Gestalt Therapy HCC Kairòs (Venezia, Roma, Ragusa). Didatta a livello internazionale, ha scritto, oltre a numerosi articoli, i testi Comunicazione Interpersonale (con H. Franta), Kairòs, Odòs, Sulla felicità e dintorni, e, come coautore, Devo sapere subito se sono vivo e La luna è fatta di formaggio, che trattano tematiche antropologiche e cliniche. Ha fondato e diretto la rivista Quaderni di Gestalt (1985-2002) e dal 2008 è direttore scientifico di GTK Rivista on line di Psicoterapia. Per Cittadella Editrice dirige, con Rosella De Leonibus, la collana Diàpathos.
  d come disperazione

La disperazione è un sentimento di profonda inquietudine, di angoscia lacerante, di smarrimento e spaesamento. E’ l’assenza di senso. E’ un vuoto vertiginoso e metafisico vissuto in modo insopportabile, inconsolabile e insolubile. Sentirsi disperati è vivere l’indicibile, una terrificante solitudine invade l’animo e impedisce perfino di trasformare in parole il vissuto. Questo piccolo manuale, partendo da storie vissute e da eventi di cronaca, si propone come uno strumento che indaga nell’animo umano per dare risposte scientifiche da parte di chi ha esperienza sul campo. Una chiave di lettura per individuare una possibile via d’uscita.
Sonia Biscontini

medico chirurgo, specialista in scienze dell’alimentazione e psichiatria, psicoterapeuta con formazione gruppo analitica, ha conseguito i Master in “Farmacologia e farmacoterapia dei disturbi dell’umore” e “ Manager di Direzione Sanitaria”. Dal 1981 lavora presso la ASL di Foligno ai Servizi per le Dipendenze , dal 2000 è Direttore del Dipartimento per le Dipendenze della ASL, membro effettivo della Consulta Nazionale sulle Dipendenze presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri negli anni 2007-2008-2009.

  

   
Prossime uscite V come vulnerabilità di Alessandra Grompi e V come vertigine di Ilenia Beatrice Protopapa e ancora tante altre emozioni...

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RECENSIONI E VIDEO
 
 
DI SEGUITO ALCUNE DELLE PRESENTAZIONI SEGNALATE DAGLI AUTORI DEI LIBRI
 
 
 
 
 
  
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