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Pubblicato in Attività culturali



Il grande antropologo Ernesto De Martino, nel  suo libro "Il mondo magico" (1948), definiva l’identità soggettiva come “presenza”, come sentimento dell’esserci, “esserci come persone dotate di senso in un contesto dotato di senso” e rilevava come tutte le comunità e gli individui tendono a difendersi dal rischio esistenziale primario, e universale, della “perdita della presenza”.
Come si costruisce e si trasforma l’identità nelle nostre vite e nelle nostre esperienze sociali?
Come ci muoviamo oggi tra le tante facce dell’identità che le singole persone e le comunità sociali sperimentano?
Che grado di coesione e coerenza ha la nostra identità di persone e di gruppi sociali?
Come ci difendiamo dalle tante forme di “perdita della presenza” a cui siamo esposti?




Registrazione audio della sessione della mattina




Registrazione audio della sessione del pomeriggio


Foto del convegno



PROGRAMMA

ore 9.00-11.30
Saluto di Chiara De Luca, presidente della Pro Civitate Christiana
Giovanni Grossi, direttore di Cittadella Formazione: Introduzione e presentazione del tema della giornata.
letture dal vivo di Silvana Liberati
Tullio Seppilli
, antropologo: L’identità e le sue “facce”: uno sguardo antropologico.
Roberto Segatori, sociologo della politica: Dentro e oltre le identità storiche.
Paola Falteri, antropologa: L’identità culturale è una costruzione sociale ovvero Il genere non è neutro.
Stefano Ciccone, filosofo e scrittore: La riflessione critica sul maschile alla prova dell’identità.

ore 11.30-12.00 pausa caffè

ore 12.00-13.30
letture dal vivo di Silvana Liberati
Elisabetta Rossi
, psichiatra: L'ossessione dell'identità: ponte o barriera?
Marco Gallizioli, docente di Antropologia delle religioni: Identità vs identificazione: la questione della differenza nei mondi religiosi contemporanei.
Tonio Dell’Olio, volontario Pro Civitate Christiana: Gesù di Nazareth identità eretica.

dialogo col pubblico
chairwoman Rosaria Gavina, formatrice

ore 13.30-15.00 pausa pranzo

ore 15.00-16.30
letture dal vivo di Silvana Liberati
Sauro Rossi
, sindacalista: Ri-comporre lo specchio. Identità e lavoro nell’era della new normal.
Giuseppe Moscati, filosofo: E se fosse l’identità a cercare noi? Alcune ipotesi della filosofia contemporanea.
Paola Moriconi, psicologa-psicoterapeuta: Né prede né proprietà: violenza di genere e identità.

ore 16.30-17.00 pausa caffè

ore 17.00-19.00
letture dal vivo di Silvana Liberati
Elisabetta Melandri
, presidente CIES onlus - Dina Giuseppetti, coord. MaTeMù, CIES onlus - Daniela Bico, project manager CIES onlus: …Solo se sognati. Adolescenti venuti da lontano – Il mediatore interculturale: ruolo nei processi di integrazione e nell’esperienza identitaria.
Andrea Bramucci, psicologo-psicoterapeuta: Identità con altra specificazione: le forme del “nuovo” Io.
Rosella De Leonibus, psicologa-psicoterapeuta: Dallo specchio allo schermo, intimità ed estimità. L’identità al tempo dei social network.

dialogo col pubblico e conclusioni
chairwoman Rosaria Gavina, formatrice

selezione video e colonna sonora: Alessia Fabbri
selezione testi e letture dal vivo: Silvana Liberati
segreteria organizzativa: Manuela Pellegrini

locandina


programma


abstract degli interventi


comunicato stampa


mappa



iscrizione gratuita

inviare un’e-mail a r.deleon@tin.it entro il 22 giugno

attestato di partecipazione

informazioni

Giovanni Grossi, Cittadella formazione, via Ancajani 3, Assisi (PG)
formazione@cittadella.org - 075 813231 - Facebook Cittadella Assisi -
www.cittadella.org

Rosella De Leonibus, Sede Umbra Ass. CIFORMAPER, Via E. Valentini 4, Perugia
r.deleon@tin.it - 075 5003036 - Facebook Ciformaper Gestalt Ecology - www.ciformaper.it


per eventuale pernottamento presso la Cittadella

Cittadella Ospitalità, via Ancajani 3, Assisi (PG)
ospitalita@cittadella.org - 075 813231


foto del convegno




Sala gremita per il convegno "Alla ricerca dell'identità". Un tema al cuore del nostro tempo.



Chiara De Luca, presidente della Pro Civitate Christiana, dà il benvenuto ai partecipanti al convegno.



Giovanni Grossi, direttore di Cittadella Formazione: Introduzione e presentazione del tema della giornata.
La problematica dell’identità è stata una questione su cui si sono imbattuti e si imbattono filosofi, psicologi, sociologi. È il tentativo di comprendere un po’ meglio chi siamo e come si intreccia il nostro vissuto personale rispetto a una dimensione collettiva. Quindi concerne la società, la cultura di riferimento, ma anche la famiglia e le varie organizzazioni gruppali. Molti i punti di vista da cui è possibile affrontare questo discorso: identità e differenza; la relazione come costitutiva dell'identità; l’io, l'altro, il diverso. Senza l’altro l’io non sarebbe: per questa ragione l’io dovrà imparare a dialogare con l’altro, giacché dialogando con l'altro, e solo dialogando con l'altro, l’io troverà un’armonia con se stesso.



Letture dal vivo di Silvana Liberati
Scarica i testi

Brani tratti da:
“L’identità” di Amin Maalouf
Saggio di Italo Calvino della rivista “Civiltà delle macchine”
“Uno nessuno centomila” di Luigi Pirandello
“Il segreto del Bosco Vecchio” di Dino Buzzati
“Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello

Aforismi e citazioni di Nadine Gordimer e Giuseppe Pisanu

Testi di canzoni:
“Io sono” di Paola Turci
“I soli” di Giorgio Gaber



La chairwoman Rosaria Gavina, formatrice






Tullio Seppilli, antropologo: L’identità e le sue “facce”: uno sguardo antropologico.
Che differenza c'è tra identità, personalità e ruolo in termini antropologici?
I ricordi sono un elemento dell'identità?
Come i cambiamenti dei contesti mettono in tensione l'identità?
L’identità è sia soggettiva che oggettiva. Quando si verificano nel contesto cambiamenti molto rapidi, la cultura introiettata diventa velocemente vecchia, e quando, per la variazione del contesto, decade il proprio ruolo sociale, c’è una perdita di identità.
Se lo stato della cultura si disaggiusta rispetto ai contenuti reali, di conseguenza è disturbata anche la costruzione dell’identità.
Il rapporto tra attesa e incertezza viene infranto. Si definisce il dilemma: o la nostra identità si apre oppure prevale la paura e la chiusura.



Roberto Segatori, sociologo della politica: Dentro e oltre le identità storiche.
Il problema è come l'identità viene assunta e viene vissuta. Come rispondiamo alle aspettative degli altri in termini di prevedibilità sociale?
L’identità sociale è come un vestito, è convenzionale, ma non se ne può fare a meno.
Nei periodi critici i popoli si aggrappano all’esigenza di definire la propria identità, perché c’è una tensione, c’è una sofferenza.
Qual è il rischio nelle situazioni in cui l’identità si definisce “in contrapposizione”?
L’esercizio da fare è allenarsi alle “oscillazioni esistenziali”, aderire al ruolo, alle identità convenzionali, e andare oltre.
Si tratta di attivare una attività riflessiva sulla propria identità.



Paola Falteri, antropologa: L’identità culturale è una costruzione sociale ovvero Il genere non è neutro.
Come connettere l'esigenza di garantire pari opportunità tra donne e uomini con il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze di genere?
I percorsi di educazione al genere sono al centro di molti equivoci e strumentalizzazioni, ma sono fondamentali per insegnare ai ragazzi e alle ragazze il rispetto reciproco e il riconoscimento delle differenze.



Stefano Ciccone, filosofo e scrittore: La riflessione critica sul maschile alla prova dell’identità.
Il discorso sul genere interpella il maschile, lo chiama ad indagare il rapporto che c'è tra identità ed immagine sociale, tra ruolo culturalmente trasmesso e specificità individuali. E ancora: c'è un nesso tra il modello culturale che nega l'identità dello straniero e il modello culturale che assegna al maschile il controllo sulla vita sul corpo delle donne?
Descrivere come "naturale" un ordine gerarchico tra le differenze, che è un costrutto invece storico e sociale, è un loop concettuale.



Marco Gallizioli, docente di Antropologia delle religioni: Identità vs identificazione: la questione della differenza nei mondi religiosi contemporanei.
Consanguineità assoluta di tutta la realtà, presente, passata, futura, umana e anche non umana.
Senza questa dimensione mistica, l'esperienza religiosa è soltanto un abito identificatorio. Se la mia identificazione, fatta di dogmi e pratiche, diventa la mia identità, mi allontano da quella esperienza molto più profonda che sarebbe invece generatrice di senso e di apertura dialogica.



Tonio Dell’Olio, volontario Pro Civitate Christiana: Gesù di Nazareth identità eretica.
La strada, le case, sono l'87% delle "location" dei vangeli. Gli episodi centrati sui luoghi di culto sono sempre connotati da un contrasto aperto e forte.
Identità cristiana non come un'armatura, ma con "la leggerezza dei sandali", come identità eretica, messaggio inclusivo e aperto, in aperta controtendenza con una fede che scarta ed emargina, che vuole distinguere a priori i buoni dai cattivi.



Sauro Rossi, sindacalista: Ri-comporre lo specchio. Identità e lavoro nell’era della new normal.
Se crolla l’identità crolla anche la rappresentanza? Nel lavoro, che ha perso la sua identità storica, dove oggi mancano le "biografie comuni", c'è difficoltà oggi a rappresentare il frastagliato e il molteplice.
Resta un nucleo incomprimibile, che è la qualità di "essere umano", e definisce un profilo di rappresentanza che è sociale e politico.
Nell’epoca del post fordismo, sono le “domande deboli” quelle che più che mai hanno bisogno oggi di rappresentanza.



Giuseppe Moscati, filosofo: E se fosse l’identità a cercare noi? Alcune ipotesi della filosofia contemporanea.
Nomade, aperta, dinamica, è l'identità che forse sta cercando noi...
Con Maria Zambrano pensiamo l'identità come un respiro: immettere l'aria e rilasciarla, ognuno col proprio ritmo.
Siamo esseri costitutivamente aperti, respiriamo sul respiro dell'altro.
È così che l'identità si costituisce, attraverso incontri, orizzonti di apertura, pori, che man mano la formano e la trasformano.


Paola Moriconi, psicologa-psicoterapeuta: Né prede né proprietà: violenza di genere e identità.
Le donne maltrattate, quando ricevono finalmente accoglienza e ascolto, si definiscono con le parole del maltrattate.
La loro identità è sparita, cancellata.
Si ricomincia da qui, dal poter riconoscersi come portatrici di diritti, di desideri, di soggettività, di progetti autonomi di esistenza; tutto quello che la violenza di genere, sessuale, fisica, economica, psicologica, ha cancellato.






Elisabetta Melandri, presidente CIES onlus
Viviamo in una società plurale. Viviamo anche in presenza di identità negate, spezzate.
Sono le decine di migliaia di minorenni stranieri che varcano le frontiere non accompagnati, sono i bambini soldato, sono quei bambini del sud del mondo la cui nascita non viene dichiarata in nessuna anagrafe.



Daniela Bico, project manager CIES onlus: Il mediatore interculturale: ruolo nei processi di integrazione e nell’esperienza identitaria.
1.500 mediatori, 250 lingue del mondo. Il CIES li prepara e li coordina, nelle scuole, negli ospedali, nelle questure, nei tribunali, nei luoghi degli sbarchi, nei centri per richiedenti asilo.
Spesso essi stessi sono dei rifugiati, ormai pienamente integrati nel paese ospite, che dopo una opportuna formazione si occupano del delicato compito di far dialogare le identità culturali del migrante e quelle dei rappresentanti delle istituzioni del paese ospite.
Sono a contatto, giorno dopo giorno, con realtà molto tragiche, in situazioni dove si decide il destino delle persone.
Il loro compito è essere empatici con entrambi gli interlocutori, farsi ponte, essere tramite.



Dina Giuseppetti, coord. MaTeMù, CIES onlus: …Solo se sognati. Adolescenti venuti da lontano.
Immedesimarsi nel ruolo di migrante
.
Giochi di ruolo nelle scuole di Roma con i ragazzi italiani che svolgono la parte dei migranti e ragazzi immigrati che incarnano il ruolo di rappresentanti delle istituzioni, per capire dal di dentro le storie dei migranti, vivendole.
Spazi di accoglienza per ragazzi italiani e immigrati, a Roma al centro Ma.Te.Mu. del CIES, dove l'elemento comune è costruire il futuro, con la differenza che per i ragazzi migranti il passato, quelle radici da cui ogni adolescente vuole affrancarsi per slanciarsi oltre, è lontano e perduto.
Così lontano, come è usanza dire in Africa quando si è troppo lontano da casa, da poter dire: "Mamma, ho paura, mi sono perso..."
E chi non ha passato forse davvero non ha più nulla da perdere, se non se stesso.



Andrea Bramucci, psicologo-psicoterapeuta: Identità con altra specificazione: le forme del “nuovo” Io.
Focalizzate sulle mode, sul corpo, sul culto dell'immagine di sé, sulle dipendenze come sostituzione di qualcosa di radicale che manca, focalizzate sulla perdita di contatto con se stessi, le identità contemporanee rischiano di costruirsi come parodie.
Anche il "noi" sfuma, oppure diventa pervasivo e confluente, un "nio" anziché noi + io, in una spasmodica ricerca di appartenenza che però finisce per colonizzare o farsi colonizzare dall'altro.
La fatica di essere "io" nella società contemporanea, con ciò che comporta di responsabilità, libertà, limite e scelta, appartenenza viva al pianeta e ai suoi abitanti.


Rosella De Leonibus, psicologa-psicoterapeuta: Dallo specchio allo schermo, intimità ed estimità. L’identità al tempo dei social network.
C'era una volta lo specchio, lo sguardo della madre in primis, e poi lo specchio in cui riconoscersi.
C'è da poco più di un secolo lo schermo, un "doppio" con una vita quasi autonoma, che ora viaggia anche in rete, oltre la nostra persona fisica.
E c'è da pochi anni il selfie, che racconta al mondo le nostre vite, le nostre emozioni, bisogni, compagnie e solitudini. Come i new media e i social network cambiano il nostro modo di rapportarci al tempo, allo spazio, il nostro stare al mondo e interagire con gli altri?
Che influenza ha questo sul cervello, sui comportamenti, sulla formazione e dell'identità?
Cosa è l’“estimità”, in che modo il mondo del web è protagonista della costruzione e della conferma della nostra identità?
Come formarsi all'uso dei new media e come interagire con la touch generation, partendo dalla nostra condizione spaesata di migranti digitali?
Costrutti come l’affordance e il senso di presenza possono aiutarci a comprendere le incredibili possibilità che i new media offrono, per accogliere senza pregiudizi la mutazione antropologica che è in atto e ricordare che ogni ampliamento della comunicazione è un nuovo spazio per le relazioni tra umani.






Convegno "Alla ricerca dell'identità", sabato 25 giugno 2016, ore 9.00-19.00, Assisi (PG)

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